Il profiling in criminologia

//

Lucia Scarcella

I comportamenti criminali violenti derivano da disturbi di personalità, dipendenze e alterazioni neurobiologiche. Dopamina, serotonina e noradrenalina regolano aggressività ed emozioni. Il sadismo criminale porta a omicidi cruenti, organizzati o disorganizzati. Il profiling analizza la scena del crimine per tracciare il profilo psicologico dell’aggressore e valutarne la pericolosità sociale.

Nella cronaca attuale sono sempre più numerosi gli omicidi brutali commessi da individui con un passato già pieno di numerosi reati, denunce, talvolta anche attenzionati alle forze dell’ordine per spaccio, reati di violenza ed episodi di “escandescenza“.

Con questo termine intendo riferirmi a comportamenti platealmente contrari alla normalità con caratteristiche tipiche di alcuni disturbi psichici gravi. Spesso esacerbati dall’utilizzo di sostanze eccitanti come la cocaina e l’alcol.

Doppia diagnosi: dipendenza e patologia psichiatrica

Fare una diagnosi su questi soggetti sulla conclamata presenza di un disturbo di personalità o di una psicosi non è sempre così immediata e lineare, in quanto l’utilizzo di sostanze in modo abituale e spesso abbinate a cospicue quantità di alcol può portare nel soggetto la comparsa di sintomi “simil psicotici”, o psicosi transitorie.

Si è proposta già negli anni l’approccio verso questi soggetti con la “doppia diagnosi”.

Comprendere se l’utilizzo di sostanze inteso come disturbo da dipendenza da sostanze “addiction” sul DSM 5, è in comorbilità con una diagnosi psichiatrica di psicosi o altra patologia, oppure tale patologia sia causata dall’utilizzo dal loro abuso.

Questa differenziazione è importante ai fini della cura e della determinazione della pericolosità sociale.

Disturbi del comportamento e criminalità

In generale i disturbi del comportamento gravi, associati ai comportamenti delinquenziali sono i seguenti:

Disturbo oppositivo provocatorio, bipolare, disturbo aggressivo intermittente o compulsivo, narcisismo, anaffettività, alessetimia, disturbo sadico di personalità, masochismo, disturbo da addiction, alcolismo cronico, borderline, psicosi, disturbo paranoide.

Associati ad infinite sfumature che possono protendere più verso sintomi rispetto ad altri anche in base alla personalità specifica del soggetto, l’estrazione sociale, la vita relazionale affettiva.

L’inesistenza del raptus e i segnali precoci

Il raptus inteso come atto estremo “improvviso” non esiste, nella storia del soggetto ci sono sicuramente episodi precedenti che dovevano far portare l’attenzione sulla pericolosità del soggetto.

In genere tali comportamenti se non sopraggiungono per abuso di sostanze, sono presenti fin dalla precoce età, con episodi di violenza tra bambini, maltrattamenti su animali e anuresi.

Spesso associati a situazioni familiari problematiche o figure di riferimento assenti.

Come speso accade ad esempio per i pedofili, se si scava nella loro infanzia c’è una probabilità molto ampia che anche essi siano stati abusati, accadimento comuni per molti, ma la differenza può essere fatta dalla personalità specifica del soggetto se percepisce questi atti come rivendicazione sadica o li percepisce come distruttivi e non li metterà mai in atto verso altri bambini per non fare a loro quello che lui ha subito.

La scelta di fare o non fare nell’esistenza di ciascun individuo è sempre possibile, sia dalla differenza di personalità, emotività ed empatia, sia dai supporti sociali dell’ambiente circostante.

L’approccio bio-psico-sociale

Il comportamento di ciascun individuo va considerato in una visione olistica, nella sua totalità da un punto di vista bio-psico-sociale, ovvero biologico, in quanto i comportamenti e le emozioni hanno un substrato fisiologico ed anatomico che li determina, sociali in quanto la socialità, la presenza di cargiver attenti ai bisogni del bambino, una buona integrazione sociale e rapporti emotivamente positivi e di supporto che creano una rete intorno al soggetto inserendolo adeguatamente nella società dei pari.

E per ultimo ma non di importanza da un punto di vista psicologico, ogni individuo percepisce diversamente le sollecitazioni esterne, sperimenta diversamente le emozioni, e ha una differente resilienza alle frustrazioni, ha verso gli altri più o meno empatia, oppure non riesce a percepire gioia ed emozioni, la tendenza verso le dipendenze che siano affettive, verso le sostanze o verso il cibo, è differentemente modulata nei diversi individui.

Neurobiologia delle emozioni e del comportamento

Le aree cerebrali che sono coinvolte nelle emozioni e nella modulazione del comportamento sono differenti: per le emozioni sono collocate nel sistema libico e sono; amigdala, ippocampo e l’ipotalamo in interazione con la corteccia prefrontale, ognuna di queste aree ha delle funzioni specifiche che sono necessarie anche nelle interazioni con le altre aree.

Ad esempio l’ippocampo che è deputato maggiormente alla memoria, in collegamento con le altre aree consente la “memorizzazione emotiva” delle emozioni in interazione con quella dei ricordi temporali contestualizzati, l’amigdala gestisce la paura e le emozioni che sono modulate nelle risposte comportamentali dalla corteccia prefrontale.

Il giro del Cingolo è invece deputato ad integrare nel circuito le informazioni sensoriali.

Il ruolo dei neurotrasmettitori

I Neurotrasmettitori maggiormente deputati a queste funzioni sono la dopamina del circuito del piacere e della ricompensa, che consente di “apprendere” come positive determinate risposte emozionali e dei comportamenti, come la serotonina per la regolazione dell’umore.

Scompensi nella produzione dei neurotrasmettitori possono causare disturbi del comportamento, come ad esempio per la depressione, anche l’utilizzo di sostanze altera notevolmente questi circuiti.

I neurotrasmettitori sono sintetizzati nei neuroni, e devono essere “ricaptati” dalle sinapsi, alcune sostanze come la cocaina “bloccano” la ricaptazione di questi neurotrasmettitori e ne potenziano l’attività della dopamina, della serotonina e bloccano questi neurotrasmettitori nelle fessure sinaptiche.

L’effetto poi nella dipendenza per essere mantenuto necessita sempre di ulteriore sostanza che a causa dell’assuefazione dell’organismo, per produrre gli stessi effetti deve essere a disposizione sempre in dosi maggiori.

Alterazioni neurochimiche e aggressività

Disfunzioni a causa di patologia nella produzione di serotonina a bassi livelli, dopamina in eccesso, e noradrelina possono causare rabbia ansia persistente, percezione alterata dei reali pericoli, impulsività e incapacità di gestire la rabbia diventando così molto aggressivi e violenti.

La serotonina è in sostanza un freno per l’aggressività che può aumentare se diminuiscono i livelli di questo neurotrasmettitore, la dopamina “accellera” il metabolismo e se prodotta in eccesso aumenta irritazione iperattività, aggressività.

La Noradrenalina è importante per la regolazione del sistema attacco e fuga, e regola di conseguenza la paura e la gestione dello stress portando all’aggressività.

Il Gaba se è presente con alterazioni della sua modulazione può portare ad un diminuito autocontrollo.

Molti disturbi di personalità come il borderline sono appunto associati al malfunzionamento di questi neurotrasmettitori, oltre ad alterazioni specifiche delle aree cerebrali deputate alle specifiche funzioni, sia come iper attività di alcune aree, sia come ipertrofia o addirittura atrofia.

Il sadismo criminale

La personalità dei criminali sadici, è molto pericolosa e complessa, in quanto provano piacere a fare del male, talvolta anche vera e propria eccitazione di tipo sessuale, il loro cervello funziona secondo questi circuiti alterati di ricompensa.

Il sadismo come tratto caratteriale è il compiacimento di essere crudeli, perché percepito come un valore e sinonimo di forza e supremazia.

Nel sadismo pensieri e fantasie si convertono in comportamenti reali, per mancanza di freni inibitori non necessariamente di mancanza di comprensione della realtà, ma una scelta dettata dal piacere.

Sadismo e Masochismo sono in un certo senso due facce della stessa medaglia, in cui le forme attive e passive si incontrano in uno stesso individuo, il sadomasochismo è maggiormente caratterizzante del sesso maschile, ma non è sempre così ovviamente, e c’è una prevalenza del masochismo rispetto al sadismo.

Questi comportamenti emergono precocemente, ma la consapevolezza arriva intorno ai 18-20 anni, il profilo più grave dal punto di vista clinico è il sadismo sessuale associato al disturbo antisociale di personalità.

Omicidi organizzati e disorganizzati

Gli omicidi commessi da questi soggetti sono particolarmente cruenti, e hanno lo scopo prima di uccidere di infliggere sofferenza, e di annientare totalmente l’altro.

Gli omicidi o le aggressioni rispecchiano la personalità del soggetto che li mette in atto o più organizzate, preparate e premeditate, oppure istintive disorganizzate che talvolta sono ancora più brutali, spesso commesse sotto effetto di stupefacenti, perché durante l’aggressione se la vittima oppone in qualche modo resistenza il soggetto trovandosi spiazzato e ancora più confuso, mette in atto qualsiasi azione che sovrasti completamente la vittima a qualsiasi costo, spesso con azioni di overkilling, ovvero accanimento eccessivo non necessario perché la vittima è già completamente inerme o anche già morta ma l’aggressore continua ad accanirsi, questo manifesta più un bisogno suo personale, più che un azione necessaria per completare un omicidio.

Profiling criminale e perizia psichiatrica

Il profiling è un profilo differente dal profilo richiesto per una perizia per determinare la capacità di stare in giudizio.

Si può fare anche senza la presenza dell’aggressore basandosi sulle criminodinamiche e sulle azioni specifiche eseguite sul corpo della vittima, osservando la lesività, la rabbia eccessiva, la scelta dell’arma, o armi, la modalità prescelta e il luogo.

Oltre ad un autopsia psicologica e un analisi vittimologica specifica della vittima per avere un quadro chiaro e completo.

La perizia sulla personalità viene condotta diversamente, e soprattutto con l’utilizzo di test e reattivi specifici per determinare appunto la capacità di intendere e volere, in caso se presente una doppia diagnosi, e predire con buona percentuale di certezza la pericolosità sociale e il rischio di recidiva.

La mente umana è un sistema complesso in cui interagiscono molteplici fattori, ma se si ha la capacità di conoscere per prima la propria mente e i punti bui che accomunano tutti gli esseri umani è più semplice e realistico poter capire anche gli altri.

profiling

Il nuovo libro di Lucia Scarcella sul Profiling

Profiling spiega come funziona davvero la mente criminale: neuroscienze, tecniche FBI, casi reali, zero fiction. Un manuale scientifico rigoroso per professionisti e per chi vuole capire sul serio. Il tutto senza filtri.

PRENDILO SU AMAZON
lucia scarcella

Lucia Scarcella

Perito Calligrafico, Psicologa

Grafologa, perito calligrafo e consulente tecnico d’ufficio presso il Tribunale Penale e Civile di Roma, è anche psicologa e criminologa. Specializzata in perizie grafiche e consulenze tecniche di parte (CTP), coniuga un rigoroso approccio metodologico a una profonda passione per la formazione e la divulgazione. Le sue competenze si fondano su un solido percorso di studi, aggiornamento continuo e un’esperienza consolidata sul campo.