Perché ricevo in studio a Roma e non faccio sedute online

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Lucia Scarcella

Svolgo la mia attività di psicologa a Roma, nello studio situato in Piazza Mincio, nel famoso quartiere Coppedè (Roma Nord). Capita che mi chiedano se faccio sedute online, ma ci sono dei motivi per cui lo escludo categoricamente. E non hanno nulla a che vedere con il prezzo o con il fatto che sia contraria alle nuove tecnologie, dal momento che le uso in lungo e in largo in tutti i contesti.

Per motivi di tempo, distanza e comodità viene richiesto spesso l’intervento dello psicologo online, si richiede la possibilità di effettuare le proprie sedute comodamente da casa. Io personalmente ho scelto di effettuare solo in presenza le mie sedute di supporto e i colloqui clinici, questo perché molte patologie per deontologia non andrebbero trattate online.

Le sedute online non vanno bene per alcuni gravi problemi

Il trattamento online per disturbi gravi ed invalidanti come la depressione maggiore, gli attacchi di panico, e altri affini in ambito ansioso è per natura stessa del problema un controsenso.

Chi è depresso fa fatica ad uscire, a compiere delle attività che lo portano fuori dal proprio ambiente di confort, hanno difficoltà anche a compiere piccole azioni come lavarsi, pettinarsi, vestirsi.

Quindi la possibilità di rimanere nel proprio guscio ambientale non fa altro che rinforzare tali sintomi in maniera indiretta, l’accettazione della “non attività” del paziente funge purtroppo da sintomo di rinforzo e conferma, su ciò che invece non va assolutamente rinforzato e confermato come azione terapeutica “corretta”.

Il paziente depresso per uscire dalla propria situazione di stallo, oltre ad un supporto farmacologico  in alcuni casi necessario deve attivarsi fisicamente, deve compiere anche a forza alcune azioni che la malattia non gli consente di sentire come naturali. Lo psicologo non aiuta il paziente se non lo sprona e lo motiva nella giusta modalità, l’intervento online, anche se momentaneamente può portare un “momentaneo” beneficio, non va a curare la vera causa sottostante.

Se si pensa, ad esempio, che un paziente vada dal medico perché ha contratto un infezione che causa problemi intestinali, febbre, dolore localizzato su una ferita infetta, un antidolorifico può attenuare il dolore, un farmaco per i problemi intestinali può bloccare i sintomi, ed il paziente sicuramente si sentirà momentaneamente meglio…ma se non si va a curare l’infezione sottostante, questa continuerà ad agire silente fino a portare in condizioni gravi il paziente.

Alcuni disturbi psicologici richiedono un cambiamento

Questo accade anche con i disturbi psicologici, possono continuare a logorare nel profondo anche se il paziente momentaneamente si percepisce più sereno dopo la seduta online, ma il vero problema è stato eluso.

Stesso discorso per gli attacchi di panico, fobie, agorafobia ecc..se lascio nella zona di confort il paziente non riuscirà mai veramente ad uscire dal problema, se non riesce ha guardare in faccia le sue paure, passarci dentro ed uscirne da vincitore, evitare non è superare.

Se io colludo con i comportamenti disfunzionali del paziente non lo sto davvero aiutando, peggio se si fa questo per il solo scopo economico di perdere eventuali sedute. È anche sbagliato cercare di agganciare il paziente con tale modalità, con la promessa poi che egli metta in pratica comportamenti differenti….

Il mercato ormai propone di tutto, e in tanti giovani colleghi cercano questa tipologia facile ed economica per entrambi (paziente e professionista) di fare terapia online, proprio perché talvolta non necessita nemmeno che il professionista, inconsapevole per inesperienza, non abbia una sede stabile dove ricevere.

Si sono scritti centinaia di trattati in psicologia sul setting e set, ovvero lo spazio dove riceve lo psicologo, che nello stesso tempo è uno spazio fisico e psichico. Sono necessari accorgimenti e allestimenti che il paziente può trovare poi familiari, accoglienti e percepirli come uno spazio protetto però al di fuori delle sue quattro mura, dove portare e lasciare lì simbolicamente le sue paure.

Per questi motivi  e per la mancata possibilità se non si incontra faccia a faccia una persona, ho scelto anche rinunciando a molte richieste di effettuare i miei colloqui online. La sensazione, il transfert che il paziente ti porta (che è necessario per la guarigione) non può avvenire per via telematica, è l’incontro e la vicinanza tra persone che cura, il vivere in diretta le emozioni non ovattate dalla lontananza che aiuta al cambiamento.

Molte problematiche di violenza verbale, e il perseguitare sui social le persone, purtroppo è causato proprio dalla distanza come scarico di responsabilità diretta….non ci metti, per così dire, la faccia e ti senti in grado di fare di tutto, anche offendere.

Molte cose che si dicono online, non si avrebbe il coraggio di dirle affrontando direttamente una persona, anche quando ci si mostra in viso, e si crea una realtà pericolosa virtuale e parallela, che imprigiona appunto i pazienti nei loro gusci con l’illusione di vivere all’esterno, ma non è così.

Per questo motivo ritengo ancora fondamentale vedere in presenza una persona che ha bisogno di aiuto e supporto. La comunicazione umana non vive solo di voce, e far uscire una persona dal proprio guscio protettivo può essere il primo passo verso una serenità ritrovata.

lucia scarcella

Lucia Scarcella

Perito Calligrafico, Psicologa

Grafologa, perito calligrafo e consulente tecnico d’ufficio presso il Tribunale Penale e Civile di Roma, è anche psicologa e criminologa. Specializzata in perizie grafiche e consulenze tecniche di parte (CTP), coniuga un rigoroso approccio metodologico a una profonda passione per la formazione e la divulgazione. Le sue competenze si fondano su un solido percorso di studi, aggiornamento continuo e un’esperienza consolidata sul campo.